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Recruiting

Come scrivere e pubblicare un’offerta di lavoro senza passare inosservati.

Scrivere annunci lavoro recruitingPer noi che lo facciamo, Crebs si è rivelato spesso come un osservatorio privilegiato: in sei anni di costante monitoraggio dell’incontro tra aziende e professionisti, abbiamo osservato comportamenti e tendenze, cercando di capire quali modi possano rivelarsi dannosi, e quali invece garantiscano un certo margine di successo. E dopo aver notato come molti esperti siano generalmente più prodighi di consigli per chi cerca lavoro, e non per chi lo offre (cioè le aziende), abbiamo pensato di mettere insieme qualche elemento utile di riflessione e di approfondimento.

Le offerte e gli annunci di lavoro che ogni giorno vengono pubblicati in tutta l’Italia, di per sé non garantiscono nessun “miracolo”: sono soltanto il tramite di un incontro tra chi fa l’offerta e chi eventualmente risponde a quell’offerta. E capire perché all’annuncio di un’impresa rispondano in due utenti, piuttosto che in decine o addirittura in centinaia (è successo a molte aziende che pubblicano su Crebs: ci viene da pensare agli annunci pubblicati qualche tempo fa dalla più nota pubblicitaria italiana, che non per niente nella scrittura, come si direbbe a Milano, “la g’ha el don di Dio”), non è del tutto semplice. È un discorso complesso e pieno di variabili di cui, a torto, si tiene poco conto. Per esempio, a volte abbiamo rilevato che anche lo stile (algido, sbrigativo, burocratico, oppure simpatico, caldo, estroverso) con cui le aziende si presentano e comunicano le proprie esigenze, suscita una migliore o peggiore risposta degli utenti. Dipende dal caso? Non crediamo.

Crediamo, invece, nella causalità; tanto da pensare che il rispetto di alcune regole basilari possa aiutare l’offerta. Certo, esistono dei casi che esulano da qualsiasi questione di stile, per esempio l’oggettiva difficoltà di trovare disponibilità, in Italia, tra certi profili fortemente specializzati (e questo succederà ancora, se le scuole non si metteranno al passo con l’evoluzione delle figure professionali soggette a una specializzazione sempre più verticale, invece di continuare a sfornare ogni anno, lucrando sulle illusioni dei ragazzi e delle loro famiglie, centinaia di generici scienziati ed “esperti” della comunicazione disoccupati cronici). E a proposito di mismatch italiano e di disallineamento tra scuola, formazione adeguata e aziende, segnaliamo, anche se non proprio inerente al settore della comunicazione (però all’informatica, sì), un interessante articolo di Dario Di Vico pubblicato di recente sul Corriere della Sera.

Quando il lavoro c’è, mancano i profili giusti

Ma ritornando al nostro vero argomento, cioè l’annuncio di lavoro che dovrebbe fare incontrare domanda e offerta: crediamo che alcuni metodi, un certo stile, un certo modo di comunicare, possano aiutare a superare gli equivoci e ad agevolare l’incontro tra azienda e professionista. Proviamo ad elencarne alcuni? Proviamo.

Cari amici vicini e lontani. A volte troppo lontani.

Crebs offre da molto tempo una mappa delle aziende italiane registrate nel sito, in modo che l’utente riesca subito a localizzarle geograficamente e calcolare le distanze. E il luogo in cui si trova la vostra azienda è molto importante: a volte può essere persino penalizzante. Come ovviare ai casi più difficili e invogliare gli utenti, anche quelli più lontani, a rispondere? Offrendo, se non un alloggio, almeno un aiuto per sostenere le spese del trasferimento e indicarlo chiaramente. Oppure proponendo delle alternative: per esempio, e soprattutto, il lavoro da remoto, che in Italia, malgrado la tendenza internazionale al nomadismo digitale, stenta a decollare, anche perché siamo molto indietro, rispetto ad altri, nell’organizzazione tramite processi. Eppure sono tante le professioni che potrebbero fruirne: developer, designer, social media manager, reputation manager, digital advertiser, creatori di contenuti, editor e traduttori, videomaker, web analyst e SEO specialist, digital pr, fornitori di servizi on-line, e tantissimi altri.

Non per soldi, ma per denaro.

La proposta di un salario, non diciamo generoso, ma almeno adeguato, evita perdite di tempo da parte di entrambi, azienda e professionista. Non sono tempi in cui è facile trovare aziende ben disposte alla generosità, però, se è il vostro caso, cioè se il salario o il compenso che proponete è importante, comunicatelo subito in modo esplicito: vi sarà di grande aiuto. Così come vi sarà di grande aiuto sgombrare il campo da eventuali equivoci: è preferibile indicare subito il tipo di contratto, invece di proporre una posizione vaga o “da definire”.

Peso piuma o peso massimo? Non siate generici, indicate la corretta qualifica.

Nella nostra “guida ai salari” troverete l’esatta descrizione dei compiti attinenti a molti mestieri nell’ambito creative & tech. Se avete qualche dubbio, consultatela, l’abbiamo creata apposta per voi, e per noi: perché è alla base dei criteri anche etici con cui Crebs accetta gli annunci oppure li rifiuta (è una nostra prerogativa, e succede almeno nel 30 per cento dei casi). E ricordate: chi legge non ama la confusione, soprattutto tra i ruoli. Esempio banale: cercate una persona che faccia, nello stesso tempo, da front-end e da back-end developer? Quella delle plurimansioni è una furbizia che forse non vi porterà lontano. Siate chiari e non generici, né ingannevoli. Altro esempio: per uno stage cercate persone di provata esperienza (appena uscite dall’università!?) o altamente qualificate? Sicuramente non otterrete una coda di candidati, e probabilmente neanche una risposta.

Presentate la vostra azienda come un bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto?

La presentazione dell’azienda è importante, fondamentale, perciò non dovete lasciare spazio alle ambiguità, alle interpretazioni: non lasciate questo compito alla vostra segretaria, fatelo voi stessi se possibile. Su Crebs state parlando anche a dei tecnici, non a degli sprovveduti, perciò siate realisti. Se lo ritenete importante, raccontate anche in quale ambiente si lavora, siate un po’ appassionati soprattutto se siete una startup, tecnici ma senza annoiare; stabilite con poche parole un clima più caldo e rilassato: cambiare lavoro per preferirvi non è un passo facile, perciò siate convincenti.

Niente giri di parole.

Sforzatevi di fare un annuncio originale, che vi rispecchi veramente, e i copia & incolla lasciateli pure alla generazione Google. I nostri utenti riconoscono a naso le imitazioni e le frasi fatte, soprattutto i giri di parole che nascondono le prese in giro. Il segreto è colpire nel segno, brevi, esaustivi. Ma senza gettare nell’ansia il prossimo.

Le donne sono capaci di tutto (e non è una minaccia).

La qualità di un’azienda si giudica da molte cose. Per esempio dalla considerazione che un’impresa riserva alle donne, e più in generale dalla sua capacità di evitare stereotipi e pregiudizi sulla differenziazione delle persone in base a costumi, tradizioni socio-culturali e sesso di appartenenza. Sforzatevi di superare il divario che ancora incombe tra uomini e donne con dei fatti concreti: senza differenze nella busta paga a parità di competenze e di mansioni, ma anche con attenzioni e parole di riguardo nei confronti delle donne. Ci guadagnerà oggi il vostro annuncio, e domani la vostra azienda.

Il vostro annuncio serve per trovare collaboratori, cioè persone pensanti, non adepti.

Crebs è una semplice job board, ma anche il luogo che in questi anni ha attirato una community di migliaia di persone con esigenze condivise e spesso con le stesse speranze, le stesse esperienze, gli stessi obiettivi: non è un’agenzia interinale o del lavoro, non è una multinazionale, non è un club di HR, non ha mai ceduto la verginità a qualche incubatore, non è mai entrata nelle dorate rilegature delle “agende” digitali, non riceve prebende governative, non è sponsorizzata da nessuno (anzi, siamo noi che, nel nostro piccolo, sponsorizziamo chi ci piace, per esempio i meetup dei developer) né ha mai concesso spazi alla pubblicità. Abbiamo un solo capitale: la passione e l’energia dei nostri vent’anni che ci spinge dall’inizio, dal 2011. Una passione, quella per la creatività e la tecnologia, rinnovata anche dall’esperienza londinese del founder che nel sito porta conoscenze e nuove tendenze UK nell’ambito del recruiting creativo. Insomma, prendiamo le cose sul serio, ma apparteniamo a una generazione che ama la leggerezza della vivacità e la mobilità dell’intelligenza. Perciò non siate pesanti. Pensate, quando pubblicate un annuncio, che avete bisogno di persone motivate, determinate, competenti; ma anche di persone con cui possa essere piacevole raggiungere un obiettivo comune, con cui condividere il successo della vostra impresa. Un successo a cui Crebs cerca di contribuire, ogni giorno, con l’impegno di sempre.

gennaio 2018


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