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Novità su Crebs

Ricominciamo

Quando abbiamo deciso di scrivere questo comunicato rivolto agli amici di Crebs, avremmo voluto cominciare con una premessa elegante e qualche citazione colta. Invece, avevamo in mente soltanto un tormentone molto più banale. Insomma, in quel momento c’era una cosa che ci frullava nella testa: avete presente quando vi svegliate la mattina e avete in mente una canzone che non vorreste mai cantare né sentire (che so, Pensiero dei Pooh o Il ballo di Beppe dei Cugini di Campagna), e, più la scacciate via, più lei vi trapana il cervello? Ecco. Una cosa del genere.

Insomma, volevamo scrivere una storia, e tutto quello che ci veniva in mente era una canzone di Adriano Pappalardo: Ricominciamo. Proprio lei: quella prodotta da Celso Valli, scritta da Bruno Tavernese e Luigi Albertelli, e performed da Adriano Pappalardo in persona. Quella che “e lasciami gridare e lasciami sfogare io senza amore non so stare io non posso restare seduto in disparte né arte né parte ricominciamo ricominciamo ricominciamo”. Insomma quella canzone lì. Così, vuoi perché è febbraio, che è il mese del festival di Sanremo per eccellenza, come maggio è il mese di Maria; vuoi perché volevamo farla breve almeno nel titolo; perciò ci siamo detti: ma sì, ricominciamo. Ricominciamo da dove? Dai semplici fatti, che ci hanno dato qualche afflizione (ma senza esagerare), e che sono questi.

Come molti di voi avranno notato, Crebs ha interrotto la pubblicazione degli annunci alla fine di gennaio: per sei giorni, una pagina di cortesia informava gli utenti che il sito era “in manutenzione”. Che cosa è successo? Abbiamo già in parte chiarito con gli amici di Crebs su Facebook: l’interruzione è avvenuta a causa di un problema tra noi e Site5, la società americana che ci forniva il servizio di web hosting.

Dalla nascita, Crebs si era affidato a Site5, un service provider americano (Houston, Texas). Perché? Per convenienza ed efficienza. Convenienza: costava poco. Efficienza: avevi un problema, aprivi un ticket, e ti rispondevano alla velocità della luce. Tutto fantastico. Anche troppo. Nel senso che, ad un certo punto, siamo passati dal fantastico ai suoi sottogeneri: dal meraviglioso al soprannaturale, dalla fantascienza all’orrore. E siccome, nel fantastico, l’effetto principale è quello della sorpresa, la sorpresa c’è stata. Quando? A fine gennaio. Dove? Vi diamo le coordinate: 45°26′48″N 09°16′24″E.

Insomma, se avete provato, almeno per curiosità, le coordinate di cui sopra, avrete già capito. Per farla breve, il fondatore di Crebs era a Linate. E non era lì per smistare bagagli (lo sappiamo bene: sembra un aneddoto-aforisma di Perluigi Bersani, ma non lo è). Era lì perché stava per partire per Londra. In tutta Europa c’era una tempesta polare e, soprattutto, in Gran Bretagna avevano chiuso diversi aeroporti per la neve e il gelo; anche a Londra, eccetto quello di Luton. Ed è in quel momento, proprio in quel momento, perché la fortuna è cieca ma la sfiga ci vede benissimo, che è arrivata un’email di Site5, il service provider americano a cui si era affidato Crebs. In sintesi: avete troppe visite, state consumando troppe risorse; se non risolvete entro tre giorni, chiudiamo il sito; oppure possiamo darvi un server dedicato, ma il costo sale un po’. Quanto? Cinque volte di più.

Ora, non era che quel “cinque volte di più” ci spaventasse più di tanto (era passato da poco Natale, e avevamo il salvadanaio aggiornato con la paghetta dei nonni). Cioè, non era un costo insostenibile: era semplicemente inaccettabile, e, considerando che avevamo appena rinnovato il contratto e versato l’obolo, quel metodo ci sembrava prepotente e ricattatorio. Perciò, dopo quell’ultimatum brusco da gendarme americano, visto che ormai eravamo in guerra, abbiamo fatto ricorso ad un vecchio trucco italico, quello di Quinto Fabio Massimo, meglio conosciuto come il Temporeggiatore: abbiamo preso tempo, abbiamo chiesto di aprire una pagina di manutenzione in attesa del rientro del nostro responsabile a Milano, e intanto ci siamo dati da fare per trovare un’alternativa, questa volta in Italia. Approfittando – ça va sans dire – di una promozione.

Così abbiamo fatto ciao ciao agli americani, e adesso abbiamo un nuovo provider: si chiama Joomlahost, è di Torino. Abbiamo trasferito tutto, con qualche difficoltà, molto lavoro notturno (Crebs richiede un impegno crescente e sempre più pesante da gestire) e una certa apprensione, ma alla fine tutto è andato bene. La differenza? Che gli americani ti rispondevano dopo pochi minuti e ti aiutavano immediatamente a risolvere i problemi. Qui, invece, sembra che con noi rispettino i tempi adeguandosi a quelli della digestione di una bagna cauda. Ma forse sarà una dispepsia passeggera. E comunque non importa. L’importante è che funzioni: Whatever Works, come direbbe quel genio di Boris Yellnikoff. E se poi non funzionasse? Come al solito, cari amici di Crebs, non mancheremo di farvelo sapere.


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