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Carriera

6 tipi di manager tossici: come riconoscerli e gestirli

toxic environment manager

Nel mondo del lavoro, le relazioni interpersonali possono fare la differenza tra un ambiente stimolante e uno stressante. Questo è particolarmente vero in settori dinamici come quello creativo, tecnologico e marketing, dove la collaborazione e la motivazione sono essenziali per produrre risultati di qualità. Tuttavia, non sempre il rapporto con i superiori è positivo. Alcuni manager, invece di essere una risorsa, possono diventare una fonte di stress e frustrazione per il team. Si tratta dei cosiddetti “manager tossici”, figure che non solo ostacolano il lavoro, ma creano un ambiente ostile che può compromettere il benessere professionale e la produttività.

In questo articolo, esploreremo alcuni dei tipi più comuni di manager tossici che potrebbero trovarsi in agenzie creative, studi di design, startup tecnologiche e aziende di marketing. Riconoscerli è il primo passo per proteggere la propria salute mentale e per sapere come gestire o, se possibile, evitare queste situazioni.

1. Il micromanager

Il micromanager è una delle figure più comuni nei contesti lavorativi. Questo tipo di manager tende a controllare ogni aspetto del lavoro dei membri del team, anche i dettagli più piccoli e insignificanti, senza dare spazio alla creatività o all’autonomia. In un’agenzia di design, per esempio, un micromanager potrebbe insistere nel controllare ogni singola modifica di un layout, limitando la libertà creativa del designer. Questo comportamento può portare a un calo di motivazione e a un aumento dello stress, poiché i professionisti si sentono costantemente sorvegliati e incapaci di prendere iniziative.

Come gestirlo? La comunicazione è la chiave. Cerca di stabilire delle linee guida chiare sul tuo lavoro e sulle tue responsabilità. Se ti senti soffocato, prova a parlare apertamente con il tuo manager, evidenziando come una maggiore autonomia possa migliorare i risultati. Se la situazione non cambia, potrebbe essere necessario valutare altre opportunità in un ambiente di lavoro più sano.

2. Il manager passivo-aggressivo

Un altro tipo di manager tossico è quello passivo-aggressivo, che evita il confronto diretto ma esprime la sua insoddisfazione attraverso comportamenti indiretti o sottili. Questo tipo di manager può dare feedback vaghi e non costruttivi, fare commenti sarcastici o manifestare malumore senza spiegare chiaramente cosa non va. Nelle realtà creative, come quelle in cui operano graphic designer o copywriter, questi atteggiamenti possono creare confusione e frustrazione, poiché i professionisti non sanno mai cosa aspettarsi o come migliorare.

Come gestirlo? Cerca di ottenere risposte concrete durante i feedback. Se un commento è ambiguo, chiedi chiarimenti specifici. Puoi anche provare a creare un ambiente di comunicazione più aperto, proponendo incontri regolari (1 to 1) per discutere dei progressi e delle aspettative. In ogni caso, evitare il confronto diretto con questo tipo di manager è una strategia che raramente porta a risultati positivi.

3. Il manager intimidatorio

Il manager intimidatorio sfrutta la sua posizione di potere per mettere a disagio i membri del team. Spesso, questa figura ricorre a toni di voce aggressivi, atteggiamenti minacciosi o addirittura urla per ottenere risultati o esercitare il controllo. Nei settori creativi e tecnologici, un manager intimidatorio può creare un ambiente tossico in cui le persone non osano esprimere opinioni diverse, per paura di essere giudicate o rimproverate. Questo può ledere l’innovazione e il pensiero critico, componenti essenziali per professionisti come art director e developer.

Come gestirlo? Mantenere la calma è essenziale. In presenza di un comportamento intimidatorio, rispondi con rispetto, ma con fermezza. In caso di attacchi verbali o di comportamenti aggressivi, documenta gli eventi e segnalali, se possibile, al dipartimento delle risorse umane. È importante non accettare mai trattamenti inaccettabili, anche se provenienti da una figura di potere.

4. Il manager manipolatore

Il manager manipolatore è colui o colei che cerca di manipolare le persone per i propri scopi, spesso utilizzando tattiche come il gaslighting, ovvero facendo dubitare i propri dipendenti delle loro percezioni o capacità. In ambienti altamente creativi, come nelle agenzie di marketing o nei team di social media management, questo tipo di manager può cercare di prendersi il merito del lavoro altrui o attribuire la colpa per eventuali fallimenti, minando la fiducia e la morale del team.

Come gestirlo? In situazioni del genere, è importante mantenere un approccio basato sui fatti e documentare il proprio lavoro. Quando si riceve un feedback manipolativo o ingiustificato, cerca di rispondere con argomentazioni concrete. La trasparenza e l’onestà sono le migliori armi contro la manipolazione.

5. Il manager invisibile

A volte, il manager tossico non è quello che si fa notare per il suo comportamento aggressivo o autoritario, ma piuttosto per la sua assenza. Il manager invisibile non fornisce supporto, non offre feedback e non si fa sentire quando c’è bisogno di guida. Nei team creativi e tecnici, la mancanza di un orientamento chiaro può lasciare i professionisti allo sbando, incapaci di sapere come avanzare con i progetti o come migliorare. La frustrazione cresce quando si cerca di ottenere una direzione e il manager rimane indifferente o, peggio, assente.

Come gestirlo? In questi casi, diventa essenziale prendere l’iniziativa. Organizza incontri regolari per discutere dello stato dei progetti e chiedi feedback specifici. Se la situazione non cambia, valuta la possibilità di cercare una posizione in un team dove la leadership è più presente e attiva.

6. Il manager insicuro

Il manager insicuro è quello che mette in discussione continuamente le proprie decisioni e si sente minacciato dal talento o dalle idee degli altri. Questo tipo di manager tende a non dare abbastanza autonomia ai membri del team, poiché teme che qualcuno possa eccellere più di lui. Questo atteggiamento può bloccare la crescita individuale e limitare l’innovazione, soprattutto in contesti creativi dove il rischio e la sperimentazione sono essenziali.

Come gestirlo? Per interagire con un manager insicuro, cerca di offrire supporto e rassicurazione, ma allo stesso tempo, mostra le tue competenze in modo discreto. Mantieni un approccio professionale e dimostra come la tua crescita possa essere un vantaggio per l’intero team.

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Febbraio 2025


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